Ospedale di Colleferro: breve storia triste. 5/5 (2)

Carissimi utenti, come già sapete Diritto Al Punto si propone di raccontarvi la legge nella maniera più semplice possibile. E’ doveroso avvertirvi che l’argomento in oggetto riguarda un problema spinoso già nella narrazione. Ciò quasi ad avvalorare l’assioma per cui “non si può rendere semplice ciò che semplice non è“.

Proviamoci comunque.

La vicenda trova il suo centro focale, almeno per il momento, nella “rivolta popolare” seguita al trasferimento dei reparti di ginecologia e pediatria dall’ospedale di Colleferro all’ospedale di Palestrina.

Senza volere dare alcun giudizio di merito – non ci compete e come ormai sapete cerchiamo in questa sede di essere sempre super partes – ci accingeremo a narrare gli eventi così come si sono svolti nella realtà offrendovi, quando possibile, i documenti formali e lasciandovi la possibilità di farvi una vostra idea sull’accaduto.

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Condono Equitalia: quando conviene? 5/5 (2)

“Considero un successo la giornata in cui, girando attorno al proprio asse, la terra non impone nuove tasse”

(Franklin Pierce Adams)

La citazione è evocativa dello stato d’animo di moltissimi contribuenti italiani. Senza essere retorici si può senza dubbio affermare che negli ultimi anni la politica italiana ha più volte tentato di affrontare la problematica inerente alla tassazione e all’evasione fiscale che si ripercuote su tutti a danno della collettività.

La pratica del condono in Italia è da sempre utilizzata per sanare situazioni “illegali”, ma al contempo nasconde un’incapacità in coloro che amministrano: non essendo in grado di arginare taluni fenomeni si preferisce tollerarli e ciò in cambio di somme minorate utili a riempire nel breve periodo le casse dello Stato.

La logica dei condoni,  sebbene fallace per molti versi, è uno strumento utile al cittadino che intende mettersi in regola.

Tuttavia non sempre ciò è possibile e conveniente. E’ il caso allora di valutare a chi si rivolge il condono fiscale in oggetto.

In cosa consiste il condono ?

Nello specifico il condono fiscale del 2017, introdotto dal D.L. n. 193/2016, permette al contribuente di mettersi in regola pagando il tributo decurtato delle sanzioni e degli interessi di mora. La cosa non è di poco conto visto che in genere le sanzioni e gli interessi aggravano la situazione debitoria di un buon 30%.

Chi è ammesso al condono ?

La norma è piuttosto restrittiva e – almeno a nostro parere – alquanto indemocratica.

Il condono, infatti si può applicare solo alle somme iscritte a ruolo negli anni dal 2000 al 2016. Per poter accedere alla “definizione agevolata” si deve, però, pagare il tributo integralmente. E’ prevista la possibilità di dilazione, ma le rate non possono essere superiori a quattro, con l’aggiunta in tal caso degli interessi.

Ciò significa che, nelle ipotesi in cui si intenda accedere al beneficio si sarà costretti a versare una determinata somma in un breve periodo.

Si evince, dunque, che il condono conviene solo se l’iscrizione a ruolo riguarda piccole somme. In questo caso, infatti, il contribuente potrà avvalersi del beneficio fiscale.

Al contrario, invece, coloro che risultano essere debitori per somme ben più ingenti si vedrebbero costretti a pagare tutto in “comode” quattro rate. Per questo tipo di debitori dunque la rateazione rimane l’unica vera soluzione.

Chi non può beneficiare del condono?

a) coloro che hanno avuto accesso a un piano rateale prima dell’entrata in vigore della legge e ai quali mancano poco rate dovranno pagare le somme (incluse di interessi moratori e sanzioni) fino al dicembre 2016. In questo caso occorre effettuare un calcolo matematico per stabile l’esatta convenienza per il contribuente specifico. Dal 1 gennaio 2017 potranno, qualora convenga e abbiano fatto domanda di rottamazione, sospendere i pagamenti nell’attesa del ricalcolo del dovuto;
b) coloro che hanno rateizzato somme non iscritte a ruolo o ai quali pervenga una avviso di irregolarità da parte dell’ente preposto al tributo inerente ad anni compresi fra il 2000 e il 2015. In questo caso il distinguo è l’iscrizione a ruolo che nei casi delineati è assente.

E’ importante aggiungere che il beneficio può riguardare anche solo alcune cartelle. Sarà il contribuente a decidere su quali fare domanda di rottamazione, salvo che ne ricorrano i presupposti oggettivi.

Si ricorda che, in ogni caso, si può accedere al beneficio, ove ne ricorrano i presupposti, fino al 31 marzo 2017.

Se hai bisogno di una consulenza in merito non esitare a contattarci!

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Prendi al volo i tuoi diritti!

Lavori tutto l’anno, ritmi frenetici, esaurimenti da parcheggi mancati o assenti e relative sanzioni per inosservanze del codice della strada. Finalmente arriva il meritato riposo, le agognate ferie, il periodo magico nel quale potrai ricaricare le pile. Scegli la meta e prenoti il volo. Tutto a posto, penserai: si parte!

E invece…

L’amara sorpresa: la compagnia aerea senza dirti nulla cancella il tuo volo, oppure arriva in estremo ritardo, oppure infine perde o danneggia il tuo bagaglio.

Ecco, penserai “tutto è perduto, nemmeno durante le vacanze potrò rilassarmi e riposare”.

Ma forse non tutti sanno che l’appartenenza all’Unione Europea, oltre a produrre generale malcontento per i vincoli di bilancio, ha anche avuto degli effetti positivi.

In particolare, in relazione alla tematica dei disservizi perpetrati dalle compagnie aeree, la normativa europea ha riconosciuto in capo al viaggiatore il diritto ad una compensazione pecuniaria.

Scopri quali sono i tuoi diritti e come farli valere!

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ESAME AVVOCATO 2016: ATTO GIUDIZIARIO (CIVILE, PENALE E AMMINISTRATIVO) 5/5 (1)

Oggi terza e ultima giornata d’esame: i candidati si cimenteranno nella redazione di un atto giudiziario in materia di diritto civile, penale o amministrativo.

SCARICA LE TRACCE ASSEGNATE (civile e amministrativo)!

Prossimamente sempre su questi schermi le nostre soluzioni!

AGGIORNAMENTO

SCARICA L’ATTO GIUDIZIARIO DI DIRITTO CIVILE (ATTO DI CITAZIONE)

SCARICA L’ATTO GIUDIZIARIO DI DIRITTO PENALE (APPELLO)

SCARICA L’ATTO GIUDIZIARIO DI DIRITTO AMMINISTRATIVO (RICORSO AL TAR)

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ESAME AVVOCATO 2016: PARERE DI DIRITTO CIVILE

Ecco le tracce assegnate oggi in materia di diritto civile (SCARICA)

Nel corso della giornata troverete anche le sentenze di riferimento e le relative soluzioni!

IN BOCCA AL LUPO A TUTTI!

AGGIORNAMENTO

Come promesso vi proponiamo gli schemi di risoluzione di entrambi i pareri assegnati in materia di diritto civile (SCARICA GLI SCHEMI!!!).

Fateci sapere nei commenti come avete svolto le tracce o anche solo per condividere con noi la vostra esperienza!

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RIPASSIAMO INSIEME: atti idonei ad interrompere il possesso ad usucapionem 3/5 (1)

ATTO GIUDIZIARIO IN MATERIA DI DIRITTO CIVILE

Caio nel gennaio del 1990 si stabiliva presso l’appartamento di Tizio sito in Siena. Infatti, Caio lasciata la propria abitazione, a seguito della separazione con la di lui moglie, si trasferiva in un appartamento non abitato di Tizio.

Tizio, inizialmente nulla eccepiva e solo nel 2008 chiedeva a Caio di lasciare l’immobile. Caio, però, asseriva di avere il pieno possesso dell’immobile e di non volerlo lasciare e diffidava Tizio dall’intraprendere qualsiasi azione che potesse pregiudicare i suoi diritti. Tutte le utenze domestiche dell’abitazione tra l’altro erano intestate a Caio, come dai documenti prodotti in atti.

Così, Tizio inviava una lettera di diffida ad adempiere a mezzo del proprio avvocato che non sortiva alcun effetto. Solo nel 2013 citava in giudizio Caio avanti il Tribunale di Siena affinché gli ordinasse di lasciare l’immobile ed affinché lo stesso potesse riprenderne pieno possesso.

Caio, costituitosi in giudizio, eccepiva di aver posseduto l’immobile continuativamente per vent’anni e che il fatto fosse pacifico. Chiamava a testimoni, nella specie due vicini di casa che poterono confermare che Caio viveva lì da oltre vent’anni. Premesso quanto sopra, chiedeva in via riconvenzionale che fosse accertato il suo diritto di proprietà acquistato per usucapione.

Il Tribunale di Siena all’esito del giudizio accoglieva la domanda di Tizio, ritenendo che il decorso del termine ventennale fosse stato validamente interrotto dalle diffide ad adempiere che quest’ultimo ebbe ad inviare a Caio. Infatti, Caio era a conoscenza del contrasto manifestato dal titolare del diritto di proprietà circa il suo possesso e, quindi, aveva piena consapevolezza di essere un mero possessore del bene di proprietà altrui. Rigettava, pertanto la domanda riconvenzionale di Caio ed, accertato il pieno diritto di proprietà di Tizio ne accoglieva la domanda. Le spese seguirono la soccombenza.

Il candidato assunte le vesti del legale di Caio rediga l’atto necessario al fine di tutelare i diritti vantati da quest’ultimo.


La diffida ad adempiere è idonea ad interrompere il possesso ad usucapionem?

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RIPASSIAMO INSIEME: preterintenzione e omicidio preterintenzionale 5/5 (1)

La notte del 25/11/2016, Tizio e due sue giovani amiche (Caia e Mevia entrambe di 23 anni di età), dopo aver consumato in vari locali alcol ed hashish, si ritrovavano nel garage di un edificio pubblico, ove, di comune accordo, si davano alla pratica di giochi erotici di tipo sadomaso.

In particolare, l’accordo prevedeva l’adozione di tecniche di bondage, ossia di costrizione fisica, anche mediante legatura. In effetti, Tizio legava Caia col braccio destro leggermente proteso verso l’alto e col sinistro ritratto verso il corpo, parallelamente al terreno. La ragazza aveva un piede per terra e l’altro sollevato – con una legatura – a circa venti centimetri dal pavimento, nonché una corda intorno al collo, con nodo bloccato, collegata ad altre corde ancorate dietro di lei. Mevia, invece, veniva legata con le braccia dietro la schiena, in posizione eretta, con entrambi i piedi per terra. Anche alla stessa, peraltro, veniva applicata una corda intorno al collo, con nodo bloccato, ed anche questa corda era legata ad altre corde tese alle sue spalle.

Pochi secondi dopo l’avvio della pratica Mevia accusava un malore, in conseguenza del quale perdeva i sensi, accasciandosi al suolo e mettendo in tensione, col peso del suo corpo (circa 100 kg), la corda che girava intorno al suo collo e quelle a cui la corda suddetta era collegata, nonché quelle che immobilizzavano Caia.

In conseguenza di ciò entrambe le ragazze entravano in difficoltà respiratoria e, sebbene soccorse da Tizio riportavano entrambe gravi lesioni, a seguìto delle quali Caia decedeva e Mevia riportava lesioni.

Alle forze dell’ordine accorse immediatamente sul luogo dei fatti, Tizio confessava la dinamica dell’accaduto.

A seguito delle indagini emergeva che Tizio non aveva predisposto nessun tipo di presidio atto a liberare con immediatezza le sue parteners sessuali, avendo lasciato dentro l’automobile le uniche forbici a disposizione in quel momento.

All’esito delle indagini preliminari Tizio veniva condannato per omicidio preterintenzionale e per lesioni volontarie gravi

Il candidato, assunte le vesti del legale dell’imputato, rediga motivato parere individuando i profili di responsabilità penale del proprio assistito.


Il (labile) confine tra omicidio preterintenzionale e omicidio colposo nel contesto della realizzazione di attività pericolose.

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RIPASSIAMO INSIEME: danno da nascita indesiderata. 4.67/5 (6)

 

Tizio e Caia, residenti a Napoli, in proprio e nella qualità di responsabili genitoriali di Sempronia, con atto di citazione ritualmente notificato a comparire avanti il Tribunale di Napoli, convenivano il giudizio il medico dott. Polentone e la Clinica Beta di Roma, in quanto asserivano che: Caia aveva partorito nella clinica Beta in Roma la figlia Sempronia, affetta da sindrome di down, nonostante avesse effettuato un test ematico (prenatal safe/ Btest) il cui risultato evidenziava dei valori anomali che avrebbero necessitato di ulteriori accertamenti, mai prescritti dal dott. Polentone. Pertanto, Caia chiedeva il risarcimento del danno per inadempimento del medico il quale ebbe ad impedire il suo diritto ad interrompere la gravidanza; entrambi, poi, quali genitori di Sempronia (minorenne), chiedevano che alla stessa venisse riconosciuto un risarcimento per il danno derivante dalla sostanziale negazione del suo diritto ad un’esistenza sana e dignitosa. Il dott. Polentone ricevuto l’atto di citazione, e spaventato dalle conseguenze, si recava da un avvocato.

Il candidato, assunte le vesti del difensore del dott. Polentone, rediga l’atto più opportuno a tutelarne le ragioni.


E’ configurabile nel nostro ordinamento il cd. diritto a non nascere se non sani? E’ risarcibile ed entro quale perimetro il danno da nascita indesiderata?

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